Dai Locker alle App; se non andiamo più al ristorante, è il ristorante che viene da noi

Come si trasforma la ristorazione e la pausa pranzo ai tempi del Coronavirus

Con la fase 2, in vista dell'allentamento del lockdown causato dall'epidemia del Coronavirus, la creatività e la voglia di fare di piccoli e medi ristoratori italiani sta dando il meglio di sè per poter continuare a "servire" il proprio cliente con App e Locker, i distributori automatici, per ordinare piatti pronti di qualità da consumare a casa o nella pausa pranzo.

Il food delivery al tempo del Coronavirus
Ai tempi del Coronavirus il ristorante viene a casa

Nel pieno dell'organizzazione della fase 2 in cui si cerca di far ripartire il motore produttivo italiano appare evidente che i settori che soffriranno di più a causa delle limitazioni dei contatti sociali saranno proprio i nostri fiori all'occhiello ovvero turismo, ristorazione e intrattenimento. Il distanziamento sociale quanto l'uso della mascherina saranno i must di questa fase di ripresa, misure che sicuramente serviranno per evitare nuovi contagi di Covid-19, ma che mal si conciliano sia con il piacere di un pranzo o una cena al ristorante con parenti o amici o con il partner sia con la pausa pranzo a cui molti lavoratori dovranno ricorrere durante la giornata lavorativa. Ancora in assenza di linee guida prestabilite da parte del Governo attese nei prossimi giorni, assistiamo a varie soluzioni a dir poco "imbarazzanti" come i divisori di plexiglass tra i commensali nei ristoranti e alle poco sociali distanze di sicurezza per arrivare ai distanziatissimi tavoli nei parcheggi o lungo i marciapiedi delle città. Probabilmente inorridiamo all'idea di mangiare "in compagnia" al ristorante in queste condizioni e probabilmente molti rinunceranno a malincuore ad andare dal proprio ristoratore di fiducia col quale una stretta di mano e una pacca sulla spalla erano gesti automatici e di fiducia reciproca. Ma queste per ora sono le condizioni a cui dobbiamo sottostare per la salute pubblica.
Per far fronte all'inevitabile crisi che deriverebbe dalla decisione di chiudere definitivamente le loro attività e spesso per l'amore verso la propria clientela molti ristoratori italiani stanno cercando soluzioni alternative per non mollare.
Ed è proprio alla tecnologia che molti hanno già deciso di rivolgersi per le varie forme di delivery, consegnando piatti prenotati con una App o ritirandoli presso i Locker, i grandi armadi refrigerati a cui il lavoratore per esempio può accedere per ritirare il proprio pasto da consumare in pausa pranzo.

Come una Web App ci porta il ristorante a casa

Con questo proposito è nata per esempio la Web App aCasa creata dal Comune di Arzignano (VI) con la collaborazione di Confcommercio Arzignano che dopo pochi giorni di vita consente già la consegna a domicilio di ben 444 piatti proposti da 35 locali della città. Dalla Web App si può accedere direttamente ai menù di ristoranti, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, birrerie e gastronomie che hanno aderito o si può partire dal tipo di portata che si desidera mangiare lasciandosi allettare dalle foto del singolo piatto. Una volta fatta la scelta, si telefona o si contatta il locale tramite WhatsApp, si fa l'ordine e si aspetta comodamente a casa.

Web App aCasa
La Web App aCasa del Comune di Arzignano (VI)

Se il pasto è dentro al Locker, l'armadio frigo

Made in Italy è anche una soluzione fruibile in vista della fase 2 per sostituire mense e bar o il food delivery classico. Si tratta di Lockers, armadietti Delò che contengono due pasti e una bibita e un utile kit di piatti e posate compostabili. Streeteat.it, la startup fondata nel 2015 da Giuseppe Castronovo, nata come un aggregatore di food truck, permette a chiunque lo abbia installato nei propri uffici, di scegliere il piatto che più preferisce, trovandolo in poco tempo nello scomparto assegnatogli.

Locker
Il locker, l'armadio frigo per la pausa pranzo

E poi c'è lo chef che viene virtualmente da noi

In molti casi alcuni virtuosi e appassionati ristoratori hanno messo tutto il loro impegno per far sì che i piatti dello chef ci siano recapitati a casa senza il rischio di perdere la qualità della preparazione. In molti sono affezionati ad un piatto specifico del loro ristorante preferito e anche se purtroppo non possono gustarlo presso il locale è lo chef che nel suo ristorante lo prepara con le istruzioni per completarne la preparazione, la cottura e l'impiattamento nelle nostre case affinchè non si perdano le caratteritiche del piatto espresso. Non è un lavoro da poco. Questo tipo di delivery richiede grande competenza da parte dello chef di quelle che sono le tecniche di cottura e delle caratteristiche organolettiche dei cibi. Di seguito gli esempi virtuosi di delivery di qualità di due ristoranti e dei relativi chef che conosciamo personalmente.

"Noi-da-Voi" è il servizio, per esempio, che ha approntato Michele Mauri, chef patron del Ristorante La Piazzetta di Origgio (VA), che mette a disposizione della consegna a domicilio in un raggio di 10/15 Km, una ventina di piatti di alto livello. Le pietanze che vengono consegnate sono da terminare - si legge sul sito - cioè hanno bisogno di essere rigenerate e per questo ogni preparazione è accompagnata da una spiegazione scritta su come rifinirle al meglio. E non manca una assortitissima lista dei vini oppure la possibilità, come al ristorante, di farsi consigliare dallo chef.

La Piazzetta di Origgio (VA)
Michele Mauri, chef de La Piazzetta di Origgio

Dalie e fagioli a Manerba del Garda (BS) è il ristorante di Antonella Varese che con lo chef Fabio Mazzolini ha per il momento dovuto sacrificare la splendida location del suo locale per mettersi a disposizione del cliente tramite la consegna a domicilio. Un esempio davvero di grande virtuosismo culinario, perché i piatti sono davvero di livello e nonostante questo possiamo gustarli a casa come al ristorante. Il menù dei "quasi pronti" proposto per esempio per domenica 20 aprile era tutto un programma: code di gamberi e calamari verdure con salsa al basilico, polpo in cacciucco e riso pilaf come una paella, "cioccolando", il nostro pane e focaccia.
Sulla pagina FaceBook di Dalie e fagioli si possono trovare tutte le iniziative e i menù proposti.

Dalie e fagioli, ristorante di Manerba
Esempio di menù "quasi pronti" di Dalie e fagioli

Questi sono solo alcuni degli esempi della buona volontà degli imprenditori italiani. E tu cosa ne pensi?

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